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DEL LIBRO DE LA MISERA HUMANA CONDICIONE 681

mero e di persona nei verbi e ad erronee sequenze di tempi, dovute, il più delle volte, non tanto alla sintassi diversa e propria del ligure volgare, quanto all' ignoranza del copista, della quale ci sono di prova le correzioni vergate con inchiostro uguale, ma da mano forse piìi esperta ^). Il Libro non è presentato come lavoro originale; e ciò sia detto ad onor del vero e anche un po' del traduttore, che, se non dice esplicitamente d'averlo tradotto, dichiara francamente, dopo alcune pagine di introduzione: Acomen- rasse qui uni tractao ordinno per uni sauio. Sfratta egli invece i primi periodi del testo toscano, forse perchè con- tenevano il nome del Giamboni e gli sembravano troppo personali: il che pare confermato dall'artificio onde riesce a rabberciare il periodo con cui principia la versione: Giamboni, pag. 4.

Onde non ti conviene questo modo tenere, se in questo mondo vogli avere buona vita, ma par- tirti dai dolorosi pensieri, e stare con r animo allegro, perchè lo stato dell'uomo secondo l'animo è giudicato. Genovese, pag. 116.

Se tu voy aver bonna vita in questo mondo, ello te convem partir da li dolorosi penser, e star con l'animo alegro, perzochè lo stao de l'omo segondo l'animo si è zuegao.

Nel corso della quale, pur mantenendo invariato l'ordine della materia, ha poi provveduto del suo a un'enumerazione più ragguagliata di quegli argomenti che il G. raccoglie in un riassunto preliminare a capo d'ogni trattato, e ha sdoppiato e unito in seguito, secondo l'enumerazione propria, i vari capitoli, facendoli terminare con un riferimento laudatorio a Dio, alla Vergine e ai santi: spesso con un amen. ') I costrutti, che hanno qui un carattere prettamente genovese, si possono trovar tutti negli studi sistematici del Flechia {Archivio Glott. It., X, p. 66) e del Parodi (ibid., XV, p. 41). Ma sono rari e, con l'aiuto del Giamboni, è facile, dove occorra, aggiungere o sosti- tuire la parola che rida al periodo la forma di quello corrispon- dente toscano. StndJ di flolo^ia romanin, IX. 43