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La serie assortisce alcuni aspetti della poesia del Foglietta: la meditazione metapoetica (n. 8), il registro amoroso (nn. 1, 2, 5, 1 0), quello moral-civile (nn. 3, 4, 9, 11, 12, 13, 14), che appare più consistente. Affine a questo vi sono due sonetti (nn. 6 e 7) di difesa dell'uso delle "gonne" che poi saranno ripresi con minime varianti nel ciclo di apologia della toga (che viene più solennemente a sostituirsi al termine "gonna"), nelle stampe successive. Significativamente mancano i sonetti per le galee, che, scritti negli anni '50, dovettero essere impubblicabili prima della riforma del '75. Due sonetti risultano non più ripresi e ne do quindi la trascrizione; il secondo è rivolto a Peretta (Pieretta) Scarpa, poetessa genovese, più volte ricordata dai rimatori del tempo e citata dal Soprani per un sonetto in genovese rivolto appunto a Paolo Foglietta [1] • Per la trascrizione mi sono limitato a criteri essenziali: - la sostituzione con v della u tipografica di valore consonantico "v"; - l'uniformazione di alcune duplici occorrenze (chiu e chiù reso sempre in chiù, Amò e amò in amò; fa e fà in fa); la riduzione in minuscolo di Tordo, Sò, Luna; l'accentazione di di in dì, nel significato di giorno, e di si in sì, nel significato di così. Ho invece mantenuto l'alternanza di me e mè, in quanto in genovese nel primo caso ha valore di "mi" proclitico e nel secondo o di "me" o di "mio"; ho mantenuto integralmente la punteggiatura originale, nel diverso uso cinquecentesco. I.

L'erco dri vostri oeggi bella suoe
E l'archetto d'amò chi m'ha tiraou
E ro lazzo d'amò chi m'ha ligaou
Si è ro vostro coazzo ro me cuoe,

I uoeggi vostri son re frecchie pioe
De chi amò com'un Tordo m'ha in firaou


  1. 21) Cfr. G.B. SPOTORNO, Storia letteraria della Liguria, Genova, Ponthenier, 1824-1858, vol. IV, pp. 22-23.