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33^ GIORNALE LIGUSTICO


IX.
Della Salutacion de la glorioxa vergen Maria.


1.
Salve regina
sover li angeli exaltata,
alla maiestae divina
seai nostra avocata.

2.
Salve regina
maire de lo Salvaor,
o doce meixina,
chi sani li peccaoi,

3.
Maria de gracia pinna,
roxa de le altre fiore,
davanti allo Creatore
seai nostra avocata.

4.
Seai nostra avocata
alla divina maestae;
no ne lasciai, vergen beata,
perire in le peccae,

5.
o fontana de gracia,
maire de pietae,
per la vostra humilitae
da Criste tanto honorata.

6.
Criste cum tuti li santi,
Madona, a voi vegnivan,
li angeli e li arcangeli
in soa compagnia.

7.
Tuti cantavan canti
cum si doce melodia,
per voi, doce Maria,
chi sei tanto exaltata.

8.
Sover li angeli v'exaltava
Criste pin de dozeza,
et voi Madona ornava
de sovrana belleza;

9.
in carrega ve setava
regina de tanta alteza.
Or cum quanta allegreza,
voi fosti incoronata.

10.
Coronata fosti in celo
da Criste lo vostro amor;
doce maire de deo
voi avesti tanto honor:

11.
la luna sote li pè,
e vestia sei de lo sole,
corona de gran splendor
in testa a voi fo daita.

12
Or chi porreiva pensare
quanto voi v'alegrasti,
o pietoxa maire,
qui in celo ancoi montasti?

13.
Voi zeisti a regnar
cum Criste, che voi portasti;
lo fijor vostro abrazasti,
chi tanto ve à amao.

14.
Li angeri si se allegravan
per voi, doce regina,
et cum canti laudavan
la maestae divina;

15.
a voi se inchinavan,
o stella matutina,
chi de splendor sei pinna,
da Criste illuminata.

16.
O altissima imperatrice,
davanti a voi pianzamo;
o doce aitoriarixe,
de bon cor ve pregemo;

IX. Il Belletti mantenne appajati i versi di questa laude com2 stanno nel ms. : Salve regina sover li angeli exaitata Alla maiestae divina seai nostra avocata ecc. V. 19. — humilteu aveva letto prima il Belletti. V. 31 • ^ »oi fu dapprima scritto nel cod. poi un* altra mano chiuse con una linea V apertura della n, in modo che s" avesse a intendere una u{v). V. 44. — Déitg:-ata. Qui rispunu la forma dialettale per la etimologica e toscana , che chiude le strofe precedenti e, meno la prima che tien dietro, le susseguenti. V. 51. — fyor secondo la prima stampa del Belletti. V. ^2. ^ Amao : - o/o. Dobbiamo ripetere Tos- servazione fatta al v. 44. Qjjì al copista è fatta (}) F. LXXZU V. forza dall' abitudine del suo dialetto. Finché si tratti di voci poco frequenti nell'uso comune, il copista si tiene £ulo alla pretensiosa fcmu letteraria, al suffisso etimologico -«/«, ma giunto al comunissimo part. passato di dare^ da buon genovese intendiamo per genovese non il sob nativo della città) si lascia sfuggire il suo ìmU altrettanto si dica riguardo amao per amulSt ove di più s* ha il part. accordato al sc«* getto maschile, anzi che all' oggetto femminile. V. $3. — Lanieri in Belletti. V. 59. — chi tu lo spUnior ecc. in Belletti. V. 64. — Pregamo vorrebbe la rima. Pre^^ mo o preguemo (più sotto, X. 3., pregumé" pregherà, preghiera) andrebbe scrìtto, cbè al let* tore moderno g innanzi * non tu che valore di palatina, cfr. II, 19. O F. Lxxnn r.