a' colpi di tante sciagure sperimentata la mia costanza, se non veniva ancora a gettarla affatto in pezzi con l'infedeltà del consorte?
Ant. A mié parei a l'è deventá astrologa, ca và fassando lunarij.
Dean. Che si perdano le ricchezze, che si veggano abbattuti i fasti, diroccate le patrie mura, e che io sia ridotta a vivere trà dirupi, ricca non d'altro, che di miserie, mentre a me si conservava Artandro, tutto era nulla; il solo affetto di quello contrapesava ogni perdita.
Ant. Meschinna, a dixe ben; gh'è ciù caro quello tocco de Marcantogno de sò marío, che tutto l'oro dro mondo.
Dean. Ma ch'io vegga rubbarmelo da ignota femina, che il vegga trasportato da amore a portar fin dentro le squadre hostili in mano a' nemici la propria vita, questa sì, che è la più insoffribile delle sciagure.